Mythos: feel free to play
L’idea di far giocare gratuitamente ad un gioco online non è nuova, ed è sicuramente quello che può servire per accaparrarsi un certo numero di giocatori in questo periodo di recessione galoppante, non tanto qui da noi (che per quanta recessione ci sia, comunque la gente riesce a non farsi mancare nulla tirando fuori i soldi da non si da dove!), ma piuttosto negli States, bacino assai importante a cui mirano i produttori di videogames.
Mythos si ispira in modo massiccio alla logica introdotta più di dieci anni fa dalla Blizzard con Diablo: uccidi mostri a valanghe, tiri su tutto quello che lasciano cadere morendo, via così fino ad un boss da uccidere, e poi ricominci tutto da capo. La logica che ti fa continuare a giocare è quella di avanzare di livello, di procurarti armamenti sempre più potenti ed esteticamente più appaganti.
All’epoca Diablo era gratuito (si pagava solo il gioco, ma esso era stato concepito come gioco offline) da giocare online: da allora ad oggi il mondo dei giochi si è evoluto verso l’online e anche le regole con cui pagare i giochi si è evoluto. I modelli di pagamenti che si trovano oggi nei videogames sono pressapoco quattro, a meno di combinazioni o piccole modifiche:
- Gioco a pagamento e un mensile fisso fintanto che si gioca (World of Warcraft)
- Gioco a pagamento e nessun mensile (Guild Wars)
- Gioco gratuito e nessun mensile con pubblicità (Second Life)
- Gioco gratuito e nessun mensile con contenuti speciali a pagamento (Mythos, Second Life)
Il primo tipo sembra il più conveniente per chi produce i giochi, e difatti era il modello che tutti volevano adottare dopo aver visto i numeri prima di Ultima Online ed Everquest, e poi soprattutto di WoW. Il fatto è che non tutti si chiamano Blizzard e non tutti riescono a creare capolavori videoludici del calibro di WoW.
Allora si è pensato di dare gratuitamente la possibilità di giocare online facendo pagare solo l’acquisto del gioco: è il caso di Guild Wars che con questa tecnica è riuscita a ricavarsi un bel numero di utenti che non essendo harcore gamers, non se la sentivano di dover pagare un mensile che poi magari sarebbe stato largamente inutilizzato.
Giochi completamente gratuiti e supportati dalla pubblicità sinceramente non ne ho ancora visti: ci son stati degli esperimenti, nulla di grosso ha preso veramente piede.
Della quarta categoria fa appunto parte questo Mythos che propone un gioco gratuito con eventuali oggetti o funzioni a pagamento. Ora, devo ammettere di aver giocato solo ad un gioco che proponeva questa logica (per altro ho dimenticato il titolo da quanto era penoso), ma sinceramente questo modello mi lascia perplesso: se da un lato è interessante poter usufruire di un gioco gratis, dall’altro credo che non pagare nulla sarà praticamente impossibile. In un gioco come WoW tutti pagano un fisso e tutti hanno gli stessi diritti (ci sarebbe da fare un lungo discorso per quel che riguarda l’acquisto illegale di oro online in seguito al pagamento di soldi veri!), mentre in Mythos chi non paga viaggerà in un’utilitaria, e solitamente vedersi sfrecciare affianco dei bolidi da corsa, beh, credo che non piaccia a nessuno!
Il pericolo vero che io vedo, è che tra una cosa e l’altra alla fine si vada a pagare ben più di quello che sarebbe un mensile fisso (neppure troppo basso nel caso di WoW a dire il vero). Compra oggi un oggetto, domani un altro, e appena questi diventano obsoleti un altro ancora, in una logica perversa resa completamente trasparente dall’uso del pagamento online tramite carta di credito con accredito a fine mese. I soldi escono e tu non te ne accorgi.
Il gioco è ancora in TBA per il 2008 e si annuncia graficamente molto gratificante. Modello economico di distribuzione a parte, il gioco potrebbe voler dire belle ore di gioco divertendosi. Appena uscirà sicuramente lo proverò e non mancherò di scrivere due righe di commento alla mia esperienza.








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